Tachicardia in gravidanza e patologie correlate: a cosa prestare attenzione?

Il dr. Luigi Gianturco, specialista in cardiologia, ci spiega quali sono le cause della tachicardia che si potrebbe verificare durante la gestazione.

da , il

    Tachicardia in gravidanza e patologie correlate: a cosa prestare attenzione?

    I mesi della gravidanza rappresentano per tutte le donne un periodo di cambiamenti fisici che possono, a volte, alterare alcuni normali processi, come il battito cardiaco. Abbiamo chiesto al dr. Luigi Gianturco, specialista in cardiologia, di spiegarci quali sono le cause della tachicardia in gestazione.

    Battito cardiaco in gravidanza: possono manifestarsi delle anomalie?

    La tachicardia in gravidanza è una condizione quasi scontata, ma assolutamente non preoccupante nella stragrande maggioranza dei casi.

    È, infatti, para-fisiologico che lo status che caratterizza la circolazione di una donna gravida (aumentato flusso e variazioni anatomico-placentari) possa far scaturire un aumento della frequenza cardiaca (FC).

    Un meccanismo che cerca nello specifico di portare sangue e ossigeno alla creatura in grembo e, molto spesso, tende ad accelerare il battito cardiaco proprio per assicurare una gittata (data appunto dal prodotto fra FC e pressione arteriosa=PA) sufficiente a soddisfare le “duplici” esigenze vitali: madre + figlio.

    Ecco perché il fenomeno, entro certo limiti, non deve né destare preoccupazioni né esser considerato serio. Ed è altresì vero che il più delle volte non occorre fare alcun tipo di trattamento specifico; elemento non da poco in considerazione di tutte le possibili interazioni iatrogene e/o potenzialmente teratogene dei vari farmaci.

    Che fare in caso di tachicardia in gravidanza?

    La gestione della tachicardia in gravidanza è quindi il più delle volte basata su approcci non farmacologici (es. Training autogeno di gestione delle fasi a più alta FC).

    Quali sono i sintomi che devono destare maggior preoccupazione?

    Resta invece cruciale capire, nonché identificare, quando la FC aumentata sia solo una spia di condizioni più gravi che possono seppur reversibilmente comparire in gravidanza.

    Ad esempio, è opportuno controllare la PA per evitare la gestosi, ovvero quell’affezione tipica delle donne gravide che comporta l’instaurarsi innanzitutto di ipertensione arteriosa (oltreché di proteinuria e/o edemi declivi diffusi).

    Nei casi non gestibili senza farmaco può esser indispensabile per evitare anche danni al feto che si agisca sulla PA con un farmaco specifico, che si chiama alfa-metil-dopa, e che è l’unico veramente praticabile/efficace nelle gravidanze gestosiche.

    Quindi, il messaggio finale è attenzione sì al “cuore che va veloce” (), ma ancor più attenti alla PA (potenziale causa ed effetto della gestosi) senza ansie inutili ma con il giusto scrupolo e piglio. Il che può equivalere a dire che ogni tanto (almeno due-tre volte al mese) è bene auto-misurarsi la PA e/o ricorrere alle misurazioni automatiche (affidabili sono quelle da bracciale!) fatte da farmacie e assimilabili.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Specialista in cardiologia