Offuscamento della vista: perché succede e cosa fare?

Vi capita spesso che vi si annebbi la vista? Scopriamo le cause di questo disturbo e i possibili rimedi a cui ricorrere, sia naturali che farmacologici

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    Offuscamento della vista: perché succede e cosa fare?

    Vi è mai capitato che la vista si offuschi, impedendovi di vedere correttamente.

    Abbiamo chiesto al , specialista in oculistica, di parlarci del disturbo, per capire quali sono le cause più comuni.

    Quali sono i sintomi di una visione offuscata?

    Una buona vista richiede degli occhi sani e senza difetti visivi, come miopia, ipermetropia, astigmatismo o presbiopia.

    Se tutte le strutture oculari sono sane, in presenza di questi comuni difetti visivi, basta un occhiale per raggiungere una visione ottimale.

    Se invece una o più porzioni dell’occhio sono colpite da alterazioni o malattie (tra le più comuni cataratta, maculopatia, glaucoma), anche mettendo l’occhiale non si avrà una visione soddisfacente e il medico oculista proporrà una appropriata terapia medica o chirurgica per migliorare la condizione.

    In alcuni casi, si possono avere degli offuscamenti transitori della vista in persone che hanno occhi sani e una visione altrimenti ottimale.

    La vista si annebbia in uno o in tutt’e due gli occhi per poi tornare alla normalità in un tempo variabile, da alcuni minuti fino a un ora o più.

    La visione può diventare improvvisamente annebbiata, possono comparire luci colorate e cangianti o può diventare tutto scuro e completamente buio.

    Quali sono le cause più comuni?

    L’oculista saprà individuare la causa del disturbo, indagando sulle caratteristiche dell’episodio di annebbiamento (il cui termine tecnico è “amaurosi”), sulla sua durata, su eventuali altri sintomi associati e su dati specifici del paziente, in particolare età e stato di salute generale.

    Ad esempio, nei soggetti giovani e sani, una causa frequente di questi disturbi visivi transitori è l’emicrania e di solito i problemi alla vista precedono il mal di testa. A volte, invece, si hanno solo i disturbi visivi, che possono durare da alcuni minuti fino a un’ora, senza episodio doloroso di cefalea.

    Nelle persone adulte, questi annebbiamenti transitori possono durare pochi minuti o ripetersi più volte e, talvolta, possono essere dovuti a emboli, ovvero a piccolissimi frammenti che, staccandosi da una placca aterosclerotica sulle pareti di grosse arterie o del cuore, entrano in circolo nel sangue andando a tappare transitoriamente le piccole arterie all’interno dell’occhio, alterando la funzione retinica e determinando l’annebbiamento fino a quando non si sbloccano.

    Ovviamente, qui l’annebbiamento visivo è il sintomo di un problema generale potenzialmente pericoloso.

    Ancora, nelle persone in età avanzata gli annebbiamenti transitori possono essere la spia di una malattia infiammatoria delle arterie denominata arterite a cellule giganti o di Horton, che va riconosciuta e trattata con celerità, perché può portare rapidamente a danni visivi irreversibili e permanenti.

    Altre cause possono essere l’ipertensione endocranica idiopatica, la sindrome ischemica oculare e l’insufficienza vertebrobasilare.

    Cosa fare in questi casi?

    A seconda delle cause che li determinano, questi annebbiamenti visivi transitori possono essere innocui o essere spia di problemi più seri e invalidanti; non vanno, dunque, mai sottovalutati, ma richiedono un corretto inquadramento clinico da parte del medico oculista, che eventualmente effettuerà ulteriori approfondimenti con esami di laboratorio o strumentali.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE

    Specialista in oculistica