Artrite: quali sono i primi sintomi da riconoscere?

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    Artrite: quali sono i primi sintomi da riconoscere?
    Riconoscere l’artrite nella sua fase iniziale è molto importante per dare avvio a una terapia efficace ed evitare l’insorgere di complicazioni. Ma come fare a individuare in tempo i primi campanelli d’allarme?

    Lo abbiamo chiesto al , specialista in ortopedia.

    Quando parliamo di artrite?

    L’artrite (la più comune è quella “reumatoide”, sulla quale ci concentreremo in questo articolo) è una malattia infiammatoria cronica autoimmune, che colpisce le articolazioni del paziente il cui sistema immunitario, invece di proteggere l’organismo dagli agenti esterni – come virus e batteri, si attiva in maniera anomala.

    L’ attacca in primis le piccole articolazioni, come mani e piedi, ma può coinvolgere ogni parte dell’organismo: in questo caso, si parla di malattia sistemica.

    Come si manifesta il disturbo?

    Il disturbo si manifesta con l’infiammazione del tessuto sinoviale (il tessuto deputato alla produzione di liquido, nutrimento e lubrificante articolare), che riveste le articolazioni coinvolte, provocando dolore cronico, erosioni ossee, distruzione della cartilagine e perdita, anche grave, dell’integrità articolare.

    Quando ciò accade, l’attività articolare è danneggiata; ne consegue invalidità o disabilità funzionale. La progressione dell’artrite reumatoide varia: si passa da forme molto lievi o subcliniche con remissione spontanea (circa 10%) a forme a rapida progressione (10-15%). Solitamente, i pazienti si recano dal medico in uno stadio intermedio.

    Quasi sempre, l’artrite si manifesta con articolazioni dolenti, gonfie, calde e arrossate, associate o meno a rigidità mattutina prolungata (difficoltà nel muovere le articolazioni coinvolte superiore ai 30 minuti). La malattia è simmetrica, cioè colpisce contemporaneamente le stesse articolazioni.

    La malattia può comparire in diversi modi. Nella maggior parte dei casi, si manifesta in modo non chiaro, con dolori articolari e rigidità mattutina, cui segue nel giro di settimane – o mesi – l’infiammazione delle articolazioni coinvolte. Raramente appare in maniera acuta e improvvisa.

    Le prime articolazioni compromesse sono, di solito, mani piedi e polsi, ma possono essere colpite anche le grandi articolazioni, come spalle, ginocchia, gomiti etc.

    Possono comparire anche altri sintomi, come febbre, stanchezza, perdita di peso, dolori muscolari e arrossamenti cutanei.

    Generalmente, sono coinvolte più articolazioni con distribuzione simmetrica (esordio poliarticolare, come ad esempio mani e piedi sia destri che sinistri), meno frequentemente una o poche articolazioni (esordio mono o oligoarticolare).

    Come si diagnostica?

    Molto importante è la diagnosi precoce. Esiste, infatti, la cosiddetta “finestra di opportunità”, un periodo iniziale di malattia, primi 3 mesi circa, particolarmente sensibile all’azione dei farmaci anti-reumatici (DMARDs).

    Prima la terapia viene iniziata, maggiori sono le possibilità di remissione.

    Per tale motivo, sono utilizzate nella pratica clinica le cosiddette “RED FLAGS”, cioè dei campanelli di allarme che aiutano a fare una diagnosi precoce di Artrite Reumaroide.

    Il consiglio, quindi, è sempre quello di consultare un reumatologo, qualora si manifestino dolori alle piccole articolazioni frequenti.

    Quali esami fare?

    Da fare sono dei semplici esami del sangue per indagare il coefficiente di sedimentazione o la presenza di anticorpi particolari, come il fattore reumatico RF e il peptide citrullinato anticiclico (anti-CCP). In alcuni casi, il medico può ritenere opportuni prelevare un campione di liquido articolare da esaminare per escludere la presenza di altre patologie.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Specialista in ortopedia